Storia

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MONTE PINO è uno degli otto colli più esteso che circonda la città di Benevento. Il toponimo di questa contrada trae la sua origine dal cognome francese di Monsigneur Pierre du Pin, già Vescovo di Viterbo, traslato a Benevento il 18.11.1350. Amante della natura, soleva visitare il circondario della città e individuati quei luoghi, ricchi di vegetazione e di ridenti panorami, in essi ritrovava consolante ristoro fisico e spirituale. Talmente affascinato acquista un territorio di dodici tomoli con bosco di querce e carpini. Tutto il colle e zone adiacenti, assumeranno e conserveranno il nome di questo grande estimatore della natura, si evince dallo stralcio di un documento:

”Petrus de Pino possidebat totum montem Pino, in quo sunt possessiones amaenissimae vineaque jugiferae.”

Esaltano la salubrità del luogo: D. Francesco M. Caraffa, duca di Nocera di Pagani, grande di Spagna, cavaliere del Toson d’oro, Vicerè e Capitano generale del regno d’Aragona, che avendo dimorato per lungo tempo a Benevento sarà annoverato nella nobiltà locale. Nei periodi di convalescenza D. Francesco, per ritemprarsi nel fisico e respirare la fragranza dell’aria, sarà ospitato nel casino della nobile famiglia Perrotti sito nella amenità di Monte Pino. Dilettandosi nella composizione poetica volle dedicare a questo luogo un endecasillabo riportato nel libro ”Medica Petra” di Pietro Piperno stampato postumo a Napoli nel 1774. Ecco L’inno di lode a Monte Pino:

“Ch’infermo vien dall’ amorosa cura, in questo albergo solitario ameno goda l’aura soave e l’onda pura che a lui si concede il dì chiaro e sereno. Questa è solo d’amor stanza sicura: Ancor costante sol riceve in seno. Non v’indugi chi prova ogni altro affetto Che qui per lui non è luogo o ricetto.”

Eduardo Baccari godè le delizie di Monte Pino e crescendo resterà teneramente legato a questo luogo. Anche quando la sua carriera di capitano medico gli faciliterà l’ingresso in diplomazia, impegnato nel delicato lavoro, riuscirà a collegarsi con la mente alla villa di Monte Pino. Nel 1899 il governo italiano approva la legge sulle colonie, istituendo il relativo ministero. A Eduardo Baccari è affidata la missione esplorativa del Congo. La relazione predisposta dal Baccari, oltre a contenere notizie sul suolo e sottosuolo, descrive le variazioni climatologiche e le intricate vie di comunicazione. Depositata al Ministero, sarà presentata al parlamento italiano, suscitando reazioni politiche. Il pregevole lavoro scientifico svolto, viene pubblicato sulla “Rivista marittima” del 01.10.1908. In questa relazione, Baccari inserisce il diario delle sue giornate e quando la stanchezza prevale, cerca sollievo sdraiandosi su una branda da campo, indivisibile compagna di viaggio.

“…Era la stessa vecchia branda sulla quale ho passato tante notti sul Mar Rosso e sull’Oceano indiano, quando il caldo o il monsone non permettevano il dormire in cuccetta, e tante altre nell’interno della Cina attaccandola alle colonne dorate di antiche pagode, sotto lo sguardo di giganteschi Buddha, corrucciati per la profanazione, essa aveva già diviso con me la pace di un breve congedo nella nostra tenuta di Monte Pino, dove m’era caro adagiarmi nel suo grembo, all’ombra delle grandi querce che hanno visto la mia fanciullezza”.

Nel contesto generale Monte Pino si attesta tra le più prosperose contrade di Benevento, per estensione, esposizione e dedizione agricola, specialmente nel settore vinicolo, nella consapevolezza di offrire sul mercato, eccellenti prodotti ad alta competizione, da meritare il marchio di qualità.